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sabato 6 dicembre 2014

Padre Massimiliano Maria Kolbe, OFM, il Cavaliere dell'Immacolata (1894 -1941)

"Dimentica te stesso e pensa soltanto a conquistare i cuori all'Immacolata e, per ciò stesso, al Sacratissimo cuore di Gesù"

Biografia di San Massimiliano Maria Kolbe da Cathopedia (clicca qui)

San Massimiliano Maria Kolbe e l'Immacolata


Riportiamo di seguito l'articolo di Paolo M. Siano, Francescano dell'Immacolata,  tratto dalla rivista Il Timone n° 132, pagg. 22-24 di aprile 2014:

Kolbe un santo contro la Massoneria
Il santo polacco, martire ad Auschwitz, fondò la Milizia dell'Immacolata come una cavalleria mariana anche per lottare contro la Libera Muratoria. Una pagina dimenticata della sua vita straordinaria spesa per la Chiesa e la salvezza delle anime

In una lettera del 1938 san Massimiliano Kolbe (1894-1941) scrive che nel 1917 si svolse a Roma una processione massonica inneggiante a Lucifero. Dopo quell'evento, il giovane francescano conventuale si sentì ispirato a fondare la Milizia dell'Immacolata (M.I.) per la conversione e santificazione di tutti, specialmente dei massoni.
E' interessante mettere  a confronto alcuni elementi strutturali della M.I. di Kolbe con quelli della Massoneria. La M.I. è strutturata in 3 gradi di cui il 3° è riservato a coloro che voglionoconsacrarsi illimitatamente all'Immacolata, pronti ad ogni sacrificio per Lei, anche nella morte. Nel pensiero di Kolbe, militi del 3° grado sono soprattutto i frati di Niepokalanow (la città-santuario fondata nel 1927 vicino a Varsavia come centro di apostolato mariano) che vogliono vivere la vita religiosa nel sacrificio eroico per l'Immacolata. Nel pensiero kolbiano la M.I. vuol portare il consacrato, in particolare chi è al 3° grado, verso la trasformazione mistica nell'Immacolata (la creatura più cristificata). La spiritualità della M.I. è tutta incentrata nel dogma dell'Immacolata Concezione e nella tesi tipicamente francescana della mediazione mariana nella distribuzione universale di tutte le grazie.
Nell'ambito della Massoneria "regolare" e "tradizionale"osserviamo che al 3° e ultimo grado di Maestro Massone, il candidato è identificato a Hiram Abiff, l'architetto del Tempio di Salomone che viene ucciso perché, secondo la leggenda massonica, non volle rivelare i segreti dell'Arte Muratoria. Il candidato subisce ritualmente una morte simbolica che è considerata anche morte mistica da vari autori massoni (inglesi, francesi, italiani, tedeschi...) contemporanei a Kolbe.
Il Maestro Massone è consacrato pienamente alla Massoneria e deve essere disposto come Hiram al supremo sacrificio per il bene dell'Istituzione. 
Possiamo dire che il concetto di morte mistica è presente rispettivamente nel 3° grado della M.I. e nel 3° grado massonico, ma ovviamente con presupposti, obiettivi e risultati molto diversi. Ci sono massoni che parlano chiaramente di "morte mistica" del Maestro Massone.
Inoltre, osserviamo che la M.I. si presenta come una cavalleria mariana che vuole con mezzi pacifici la conversione e santificazione di tutti. Secondo san Massimiliano, i militi del 3° grado sono gli autentici cavalieri dell'Immacolata.
Dall'altra parte, il Maestro Massone può accedere in sistemi di Alti Gradi massonici che culminano in gradi cavallereschi e pseudo-templari: Rito Scozzese Antico e Accettato, rito Scozzese Rettificato, Knight Templars...In tali sistemi di Alti Gradi troviamo riferimenti all'esoterismo, ad una certa cristologia metadogmatica (cioè oltre i dogmi cistiani), e gnostica, nonché una certa spietatezza (per lo meno simbolica) verso nemici e traditori della Massoneria.
I Maestri Massoni insigniti di Alti Gradi costituiscono una sorta di cavalleria spirituale che vuole diffondere la "Luce massonica" (davvero luciferina) contro i dogmi della Chiesa.
Il naturalismo etico e filosofico
Ma che cosa scrive e che cosa pensa san Massimiliano della Massoneria?
I principali temi della "massonologia" kolbiana sono: 1) il naturalismo filosofico-etico; 2) il sionismo quale vertice della massoneria mondiale; 3)il Serpente infernale quale segreto ispiratore e guida della Massoneria; 4) i massoni quali "servi di Lucifero". Diamo un rapido sguardo a questi punti, mettendo a confronto ciò che scrive Kolbe con la letteratura massonica internazionale.
Per quanto riguarda il naturalismo massonico, Kolbe cita l'enciclica antimassonica Humanum Genus di Papa Leone XIII (1884), il quale vede in questo atteggiamento filosofico il fondamento del pensiero e della prassi massonica.
Da un punto di vista bibliografico, la tesi kolbiana del Sionismo o Giudeo-Massoneria poggia sui discussi Protocolli dei Savi di Sion, più volte citati dal Kolbe il quale condivide la posizione antimassonica dell'allora celebre Revue Internationale des Sociétés Secrètes (RISS), pur senza citarla espressamente. Notiamo che Kolbe opera una sintesi tra due campi massonologici: da un lato quello del gesuita Hermann Gruber e de la Civiltà Cattolica, che insistono soprattutto sul naturalismo; dall'altro lato vi è la RISS che insiste sulla tesi della giudeo-massoneria.
Circa le tesi della massoneria quale testa del Serpente infernale e il sionismo quale testa della Massoneria, Kolbe si appoggia ancora ai cosiddetti Protocolli Sionisti, dove i sedicenti autori massoni si paragonano alla testa di un Serpente simbolico, che vuole conquistare la Cristianità. Inoltre Kolbe interpreta il Serpente di Gen 3,15 anche alla luce dell'anticlericalismo e anticristianesimo manfesto di vari settori massonici nel periodo storico a lui contemporaneo; per cui Kolbe è convinto che la Massoneria fondata sul naturalismo e diretta da un gruppo potente di ebrei sionisti, sia schierata dalla parte del Serpente della Genesi che agisce attraverso la stessa Massoneria. Conseguenza di questa tesi è che, per Kolbe, i massoni sono da annoverarsi tra i "servi di Lucifero". Questa espressione può trovare la sua giustificazione kolbiana sia nella processione massonico-luciferina del 1917 narrata da Kolbe e sia nella Humanum Genus di Leone XIII, il quale presenta i massoni quali membri del regno di Satana, ripieni del suo spirito ribelle.
Una forza dalla parte del Serpente
Per quanto riguarda i temi kolbiani sopracitati, l'esame di vari testi massonici (Costituzioni, rituali, manuali, commenti, studi vari...) evidenzia la presenza dei seguenti quattro elementi nel panorama culturale massonico, incluso quello anglosassone della United Grand Lodge of England (UGLE) e dei sistemi più importanti di Alti Gradi massonici cavallereschi:


  1. L'esistenza di un naturalismo filosofico ed etico e del principio di tolleranza antidogmatica o metadogmatica tra massoni del mondo latino ed anglosassone. A ciò si aggiunge anche la presenza di un certo naturalismo misterico tipico degli antichi misteri pagani, ma che è ignorato da Kolbe.
  2. Un grandissimo interesse per l'esoterismo ebraico, in articolare per la Cabala, in vari ambienti massonici: inglesi, francesi, statunitensi, italiani, tedeschi... Dall'edizione critica degli scritti kolbiani non emerge peròalcuna conoscenza del rapporto tra massoni ed esoterismo ebraico. Mentre i Protocolli dei Savi di Sion sono oggi considerati da studiosi cattolici, massoni ed ebrei un'invenzione della polizia zarista per scopi antisemitici.
  3. La presenza del simbolismo ofitico (serpente) in alcuni oggetti rituali massonici. Vari scrittori massoni dicono che nel simbolismo massonico, il Serpente rappresenta saggezza, conoscenza o gnosi, rigenerazione, eternità, forza divina insita anche nell'iniziato.
  4. Vari autori massoni (anche anglosassoni) hanno manifestato simpatia per quel personaggio che la Tradizione cristiana chiama indistintamente coi nomi di Diavolo, Lucifero, Satana, Serpente della Genesi.
Kolbe non mostra di conoscere l'esistenza del simbolo del Serpente nell'apparato rituale e simbolistico della Massoneria, come pure non fa alcun riferimento a scritti di massoni simpatizzanti per la magia e per Lucifero. Tuttavia, già alla luce del solo Magistero ecclesiastico, è convinto giustamente che tutta la Massoneria è dalla parte del Serpente della Genesi e non del Dio dogmatico della Rivelazione ebraico-cristiana.

La medaglia Miracolosa - Apparizione
della Beata Vergine a Caterina Labouré - Parigi,
Rue du Bac, 1830 

Carità, preghiera e dialogo per convertire
Occorre sottolineare che l'"antisionismo" di Kolbe (influenzato anche dai Protocolli) non ha nulla a che spartire con l'antisemitismo razziale e nazista. Kolbe, martire ad Auschwitz, ha sempre condannato l'antisemitismo e, anzi, durante la guerra ospitò in Niepokalanow molti ebrei i quali gli furono riconoscenti per il trattamento benevolo ricevuto.
Verso i massoni e i presunti Savi di Sion, Kolbe mantiene un atteggiamento caritatevole: non vuole che sia usata violenza fisica o morale contro di loro, ma cerca unicamente la loro conversione  e santificazione e auspica addirittura la loro militanza nella Milizia dell'Immacolata. I mezzi di cui si serve Kolbe per tali fini sono la preghiera, la penitenza, la stampa e il dialogo. Secondo alcune testimonianze, Kolbe incontrò alcuni massoni e fra questi ci fu anche chi si convertì alla fede cattolica.  In alcuni scritti, Kolbe accenna ad alcuni attacchi massonici contro Niepokalanow, ma senza precisarne la natura.
In conclusione. Con quell'intuizione tipica dei santi, Massimiliano Kolbe ha visto giusto nell'individuare il nucleo naturalistico (antropocentrico,  immanentistico, soggettivistico, relativistico...) e luciferino (gnostico) della Massoneria.
Ce la luce di Gesù Cristo Nostro Signore possa essere accolta dai massoni e convincerli a lasciare una volta per tutte la massoneria. Solo con la grazia di Cristo è possibile costruire e ricostruire una società dove i diritti umani e i diritti di Dio vengono rispettati.Una società cristiana.


Enciclica di Papa Leone XIII, Humanum Genus

Pubblicazioni inerenti:

Titolo: Padre Kolbe "Il Cavaliere dell'Immacolata"
Autore: Roberto Brunelli
Editore Elledici



















Titolo: Un Manuale per conoscere la Massoneria
Autore: Paolo Maria Siano f.i.
Anno di pubblicazione: 2012













La Questione Francescana – Un contributo storico ed ermeneutico
Padre Paolo Maria Siano
Cosa s’intende per Questione Francescana? Si tratta delle problematiche storiche e letterarie (anche ermeneutiche e filologiche) relative alle biografie di San Francesco d’Assisi scritte nell’arco del primo secolo di storia del movimento francescano.

Editrice: Casa Mariana Edtrice








I francescani dell'Immacolata (clicca qui)

mercoledì 6 novembre 2013

Paolo Takashi Nagai - Rettore della Facoltà di Radiologia dell'Università di Nagasaki, Giappone (1908 - 1951) - Maria Midori Moryama

"Io ho ripreso il cammino della vita / Senza la mia donna cara. / Le mie lacrime amare / Cadono sui grani del suo Rosario. / Io ascolto le campane di Nagasaki / Che mi consolano come un amico".

Biografia
  • 1908, 3 febbraio - Takashi Nagai  nasce a  Izumi, nei pressi di Hiroshima da una famiglia benestante. Il padre, Naburo che significa Tranquillo, medico e la madre, Tsune, che significa Costanza, sono uniti da un amore profondo e da un grande rispetto reciproco.
  • 1920,  - Come da tradizione familiare, Takashi, a 12 anni,  viene mandato a studiare lontano da casa, così da imparare a vivere senza la presenza costante dei genitori ed acquisire  lo spirito di sacrificio personale, elemento fondamentale della cultura tradizionale giapponese. 
  • 1928, - Dopo le scuole superiori si iscrive alla Facoltà di Medicina a Nagasaki.  Abbandona la religione in cui era nato e cresciuto, lo shintoismo, e diviene ateo e materialista a causa della visione della vita in cui si trova immerso in Università. Takashi stesso racconterà il suo pensiero di quell'epoca: "...Mi convinsi che nella materia che compone gli organismi dell'individuo non c'è niente di divino. Con la morte si decompone tutto e ogni elemento ritorna al suo stato primitivo. La vita umana esiste fino alla tomba." Takashi diviene indifferente a tutto, conserva solamente un grande rispetto e una grande venerazione  per la sua patria, il Giappone.
  • 1930, 29 marzo - Muore sua madre, colpita da emorragia cerebrale. Takashi è profondamente colpito dallo sguardo della madre morente e percepisce che la madre continua a vivere anche oltre la morte fisica. Takashi, da questo momento,  sa che esiste veramente l'anima. Takashi riprende la lettura dei Pensieri di Blaise Pascal, iniziata su consiglio di un suo insegnante credente. Riflette sul fatto che il grande scienziato e pensatore francese, era arrivato a Dio pensando. Si rende conto che la Fede non è un rifugio per ignoranti, anzi, è proprio il contrario! Dopo il funerale dell'amata mamma torna a Nagasaki e un Pensiero di Pascal gli risuona dentro: "Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce: lo vediamo in mille cose." e ancora: "Il cuore e non la ragione sente Dio. E questa è la Fede: Dio sensibile al cuore e non alla ragione." Prosegue la lettura: "Non soltanto conosciamo Dio unicamente per mezzo di Gesù Cristo, ma conosciamo noi stessi unicamente per mezzo di Gesù Cristo. Fuori di Gesù Cristo, noi non sappiamo che cosa sia la nostra vita o la nostra morte,non sappiamo chi è Dio e chi siamo noi stessi." Takashi, a questo punto grida, nel silenzio della sua stanza: "Questo è troppo! Ma chi è Gesù Cristo?". Takashi ancora non lo sa, ma Gesù Cristo ha bussato alla porta della sua vita. 
  • 1931 - Takashi riprende gli studi e alloggia, come studente, presso una famiglia cristiana di Urakami, periferia di Nagasaki. Ad Urakami vive una piccola e fervente comunità cristiana di cui fa parte la famiglia che lo ospita, la famiglia Moryama. La preghiera accompagna la vita quotidiana di questa umile famiglia, dedita al lavoro nei campi. Takashi studia con grande impegno, ma viene colpito dalla meningite. La famiglia Moryama si prodiga nell'assisterlo, ma la triste conseguenza della malattia è la sordità ad un orecchio, menomazione pregiudizievole all'attività di un medico.
  • 1932 - Takashi accetta l'incarico presso il primo Istituto di Radiologia dell'Università di Nagasaki. Per quell'incarico non è necessario l'udito, ma il rischio delle radiazioni è molto alto e ancora non ben conosciuto.
  • 1932 - Natale - Takashi partecipa nella cattedrale di Urakami alla Santa Messa di mezzanotte, invitato da papà Moryama. All'inizio è scettico, ma poi si lascia coinvolgere dalla grande emozione, dall'amore che sente in quella cattedrale, gremita da cinquemila persone. Anche nella sua anima penetra la grande gioia del Natale di Nostro Signore. La notte seguente, Midori, la giovane figlia di Moryama, che fa la maestra, è colpita da una crisi di appendicite acuta. Takashi fa una veloce diagnosi, avverte il chirurgo dell'ospedale e porta Midori tra le sue braccia in ospedale, sotto la neve. L'operazione è riuscita; Midori è sana e salva. Midori, riconoscente e commossa prepara un maglione di lana  da regalare al giovane dottore.
  • 1933,  gennaio - Guerra Giappone-Cina. Takashi è chiamato alle armi. Prima della partenza riceve il saluto commosso della famiglia Moryama,  soprattutto quello di Midori che gli promette di pregare ogni giorno la Madonna affinchè lo protegga e non permetta che il giovane muoia prima di diventare cristiano. La vita militare, la guerra lo colpiscono e lo segnano profondamente. Riceve in regalo da Midori il Catechismo cattolico. Takashi sente sempre più profondamente il fascino del cristianesimo e di Gesù Cristo. Comincia a pregare e sa che Gesù è ormai il centro della sua vita. Takashi decide di diventare cristiano, ma deve affrontare il padre, contrario alla sua scelta, scelta che l'avrebbe escluso da qualsiasi carriera in campo medico. E' a questo punto che Takashi apre nuovamente il libro dei Pensieri di Pascal e legge: "C'è abbastanza luce per coloro che vogliono vedere, ma c'è abbastanza buio per coloro che non vogliono vedere". La sua risposta a queste parole del grande pensatore è: "Io voglio vedere! E la luce è Gesù! Voglio essere battezzato".
  • 1934, 9 giugno - Takashi, all'età di ventisei anni, riceve il santo battesimo e prende il nome di Paolo, in ricordo del santo martire giapponese Paolo Miki.
  • 1934, agosto - Maria Midori Moryama e Paolo Takashi Nagai si sposano nella cattedrale di Urakami durante la prima messa del mattino. Paolo Takashi diventa membro della Società San Vincenzo de' Paoli. Da questa felice unione nascono quattro figli:  un bambino, Makoto (3 aprile 1935) e tre bambine, Ikuko (7 luglio1937 – 1939), Sasano che muore poco dopo la  nascita, e Kayano (nata nel 1941).
  • 1934, dicembre - Paolo Takashi riceve il sacramento della Cresima.
  • 1935 - Paolo Takashi incontra più volte, in questi anni Padre Massimiliano Kolbe che ha fondato un monastero nei sobborghi di Nagasaki.
  • 1937 - Guerra Giappone-Cina. Paolo Takashi è chiamato alle armi in Cina come medico-chirurgo. Per tre anni si dedica senza risparmiarsi ai feriti e ai moribondi e assiste anche ad inaspettati atti di bontà e generosità da parte dei soldati. Questa esperienza gli farà affermare in seguito: "Nel fondo dell'uomo resta sempre una riserva di bontà: peccato che spesso venga sommersa dalla cattiveria".
  • 1940 - Paolo Takashi torna finalmente in Giappone. Nel frattempo sono morti il padre, il suocero e la piccola figlia Ikuko.  Riprende il lavoro all'ospedale in radiologia e, a causa della penuria di materiale, si espone pericolosamente alle radiazioni. 
  • 1945,  giugno - Paolo Takashi, da tempo sofferente, si fa un esame e l'autodiagnosi: leucemia. La sera stessa confida alla sua dolce Midori la terribile verità. Insieme piangono,  pregano e si affidano alla Madonna davanti alla  statuetta della Vergine nella loro casa, ricordando che, già nel giorno del loro matrimonio, avevano deciso di dedicare sé stessi e la loro vita a Dio. "Soltanto l'amore conta, soltanto l'amore resta".
  • 1945, 6 agosto - Si diffonde la notizia che una terribile bomba è stata sganciata su Hiroshima. Non si sa che tipo di bomba sia, ma la distruzione è incalcolabile, 80.ooo persone morte all'istante, centinaia di migliaia in seguito. I due sposi decidono di allontanare i figli da Nagasaki affidandoli alla madre di Midori. L'8 agosto, Maria Midori  e Paolo Takashi si salutano la mattina, prima che Paolo Takashi vada al lavoro. Sarà l'ultima volta.
  • 1945, 9 agosto alle ore 11,oo un B29 americano vola alto su Nakasaki. Ha un preciso incarico: dirigersi verso l'aerea urbana e sganciare la bomba atomica. Viene impartito l'ordine e in un solo istante periscono 44.ooo persone, altre migliaia in seguito. Il comandante Charles W. Sweeney, al ritorno dalla missione a Nagasaki è accolto come un eroe ed ottiene subito una promozione, divenendo così il più giovane generale dell'Aeronautica statunitense. Continua la carriera militare con tutti gli onori e raccoglie le sue memorie in un libro intitolato "La fine della guerra. Il racconto di un testimone dell'ultima missione atomica d'America". Sweeney, non ha mai nascosto  la sua profonda convinzione di sentirsi un salvatore della Patria. In tutte le interviste rilasciate e negli interventi ai convegni ha sempre difeso strenuamente il bombardamento statunitense con ordigni nucleari sulle due città del Giappone, non ha mai manifestato di provare rimorso, non ha mai pronunciato una sola parola per chiedere perdono ai parenti delle vittime di Nagasaki. Esattamente come i nazisti durante il processo di Norimberga, ha sempre ripetuto che aveva solo obbedito agli ordini dei suoi superiori.. E' morto al Massachusetts General Hospital di Boston  ad 84 anni. I superstiti di Nagasaki sono come larve che si aggirano per la città distrutta con la pelle ustionata e a brandelli, con i capelli bruciati, assetati e disperati. La cattedrale di Urakami dista solo 500 metri dal punto di detonazione ed è ridotta in un istante ad un cumulo di macerie. Gli alberi intorno sono strappati dalle radici, l'erba è sparita. Le persone non hanno più nulla di umano, sono mostri. I pochi superstiti diranno: "Abbiamo visto l'inferno con i nostri occhi". Nell'ospedale dove lavora Paolo Takashi, muore all'istante l'80% dei medici e dei pazienti. Paolo si salva, nonostante una grave ferita, perchè il reparto dei raggi X aveva il massimo della protezione. Paolo torna a casa e trova solo cenere. In mezzo alla cenere individua delle ossa bruciacchiate e un pezzo fuso della Corona del Santo Rosario. Midori è morta probabilmente mentre pregava. Paolo Takashi, commosso piange sulle ceneri della sua amata Midori. Ripensa a quando la sua sposa gli diceva: "Io ti amo per questo: perchè vivi la carità come ci ha insegnato Gesù". Paolo Takashi raccoglie in un secchio deformato dal calore le reliquie della sua Midori e si avvia verso ciò che rimane del cimitero di Nagasaki. Queste le parole che sussurra alla sua sposa nel tragitto:"Midori, amata Midori! Quel che mi resta lo spenderò per fare ancora del bene: in ricordo di te, per amore di te... che mi hai portato all'amore di Cristo".

Nel buio brillano le stelle
 di Angelo Comastri

Le campane di Nagasaki


  • Paolo Takashi Nagai vive gli ultimi anni della sua vita dedicandosi alla carità e ad ogni opera in favore della pace. Contribuisce alla ricostruzione di Nagasaki devolvendo all'amata città i guadagni ricavati dalla vendita dei suoi libri divenuti veri e propri best-sellers. Il più famoso è quasi sicuramente Le campane di Nagasaki a cui è ispirato l'omonimo film. E' consapevole che gli resta poco da vivere e si dispiace per i due giovani figli adolescenti che già hanno peso la madre. Scrive per loro un libro testamento intitolato Lasciando questi ragazzi.
  • 1947,  Primavera - continua a scrivere libri e a ricevere persone, ma non si alza più dal letto. La sua consolazione è la preghiera rivolta al Crocifisso posto di fronte al letto. 
  • 1949, 23 dicembre - Nagai viene dichiarato eroe nazionale. Tantissimi i riconoscimenti dal Giappone e dall'estero. A tutti risponde: "La luna sarebbe buia senza la luce del sole. Il sole è Gesù; io rifletto soltanto un po' della sua luce. Voi lo sapete che non mi illudo su me stesso. Senza Dio, io sarei soltanto un servo inutile".
  • 1951, 30 aprile - Si aggrava, non vuole mangiare nulla per poter ricevere la Santa Comunione. Le sue ultime parole, rivolte ai familiari sono: "Gesù, Maria, Giuseppe", "Nelle Vostre mani affido il mio spirito" e "Pregate, per favore, pregate". Paolo Takashi ha raggiunto la sua Midori in cielo.
Bibliografia (tratta da Wikipedia)

  • "Le campane di Nagasaki" (長崎の鐘 Nagasaki no Kane)
  • "Ricordi della desolaziona atomica" (原子野録音 Genshino Rokuon)
  • "Per quello che non è passato via" (亡びぬものを Horobinu Mono O)
  • "La corona del Rosario" (ロザリオの鎖 Rozario no Kazari)
  • "Lasciando questi bambini" (この子を残して Kono Ko o Nokoshite)
  • "Il fiume della vita" (生命の河 Seimei no Kawa)
  • "La collina fiorita" (花咲く丘 Hana Saku Oka)
  • "Il mio prezioso bambino" (いとし子よ Itoshi Ko Yo)
  • "Otometōge" (乙女峠)
  • "Varie da Nyokodō" (如己堂随筆 Nyokodō Zuihitsu)
  • "Medico del villaggio" (村医 Son-i)
  • "Torre dalla pace" (平和塔 Heiwa no Tō)
  • "Fiori di Nagasaki" (長崎の花 "Nagasaki no Hana")

Io ho ripreso il cammino della vita / Senza la mia donna cara. / Le mie lacrime amare / Cadono sui grani del suo Rosario. / Io ascolto le campane di Nagasaki / Che mi consolano come un amico.

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